
Nel confronto tra accademici e manager emerge con forza come lo sviluppo dell’AI non possa basarsi solo sulla potenza tecnologica, ma debba fondarsi sulla qualità della conoscenza, sulle competenze e sulla capacità delle persone di interagire in modo consapevole con questi strumenti. L’intelligenza artificiale viene così interpretata come tecnologia abilitante, capace di aumentare l’efficacia delle organizzazioni e di democratizzare l’accesso a competenze avanzate, anche per le PMI.
Allo stesso tempo, l’articolo evidenzia alcune sfide rilevanti, tra cui l’affidabilità dei sistemi e la necessità di ripensare modelli organizzativi e competenze, in un contesto in cui il rapporto tra uomo e macchina diventa sempre più centrale.






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