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Convergenza digital e knowledge management: due facce della stessa medaglia

Riflessioni e pubblicazioni /

Questo interessante punto di vista era emerso già in numerosi contributi di ricerca statunitensi all’inizio degli anni 2000. Tradizionalmente viste come due discipline separate, digital learning (al tempo denominato e-learning) e KM sono confluite oggi in una identità che riflette l’attenzione di entrambe le discipline al processo di generazione-incremento-diffusione-scambio della conoscenza all’interno di un’organizzazione. Se, infatti, il KM è un modo per creare le condizioni per apprendere all’interno di un’organizzazione, non dovrebbe l’area formazione delle imprese essere coinvolta nel KM?

Tale riflessione era già contenuta nell’articolo “A Smarter Frankestein: the merging of e-learning and KM” di Tom Barron (agosto 2000) in cui si evidenziava come molte organizzazioni avessero al tempo già sviluppato un’architettura di digital learning.

L’uso di tecnologie web sia per il digital learning sia per il KM ha poi effettivamente favorito, negli ultimi 20 anni – un vettore potente di convergenza.

Quale ruolo per la formazione?

In questo contesto, il ruolo della formazione è quello di occuparsi dei bisogni formativi strategici, contribuendo a decentrare lo sviluppo dei contenuti e aiutando gli esperti con mezzi e metodo per sviluppare e condividere contenuti formativi. È chiaro che bisogna “catturare” la conoscenza nel momento in cui essa è generata/condivisa dalle persone che la stanno comunicando e che bisogna collegare tale conoscenza ad altri contenuti e strumenti di erogazione. I contenuti sono una merce facilmente deperibile, il fine di una organizzazione che apprende deve essere perciò quello di creare “pacchetti” di conoscenza e portarli ai target prefissati nel più breve tempo possibile… e sappiamo quanto l’ICT e il web abbiano facilitato questo passaggio.

Quali gli ostacoli?

In alcune situazioni potrebbero esserci degli ostacoli alla convergenza digital learning-KM. Vediamo i principali.

  • Il diverso posizionamento/peso delle due funzioni all’interno delle organizzazioni: il KM generalmente molto ben posizionato in chiave strategica di supporto al business; la formazione politicamente mal posizionata, ma con budget di spesa spesso molto rilevante.
  • Una certa resistenza da parte delle risorse umane rispetto al KM.
  • Le diverse prospettive e i diversi linguaggi: il KM è spesso presidiato dai dirigenti del marketing e della strategia, il digital learning dalla funzione Risorse Umane. Risulta da questo punto di vista indispensabile una forte sponsorizzazione da parte dei vertici, per unificare i punti di vista.
  • La tendenza del personale a trattenere la conoscenza invece di condividerla. Le piattaforme web combinano il KM con il digital learning e rendono disponibili tool che aiutano i dipendenti a convertire le proprie conoscenze in contenuti formativi. Questi comportamenti dovrebbero essere adeguatamente promossi dall’azienda anche attraverso i classici incentivi monetari.

Quali tecnologie?

Il processo di convergenza tra digital learning e KM è stato assolutamente accelerato dalla tecnologia: si pensi alle realizzazioni di contenuti formativi che includono forme collaborative di lavoro e di condivisione di informazioni, come forum e gruppi di discussione. L’approccio collaborativo è il principale collegamento tra il mondo del KM e quello del digital learning. È infatti ormai assodato che il migliore apprendimento – inteso come la trasformazione dell’informazione in conoscenza – si ottiene nel processo di scambio tra le persone, che si realizza tramite la comunicazione. E se la conoscenza è tale solo se riveste una qualche utilità per l’individuo/i che la devono usare, ciò significa che sempre più importanti sono i processi di personalizzazione dei contenuti formativi, che da erogarsi sulla base dei bisogni dei destinatari.

Da qui l’approccio che come DKTS abbiamo sempre tenuto: articolare la conoscenza in piccole unità di senso compiuto, indipendenti e riutilizzabili (reusable learning objects), che possono essere così facilmente assemblate secondo le necessità dei diversi fruitori, adottando linguaggi che facilitano la personalizzazione dei percorsi di apprendimento.

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