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Dall’amore per il pianeta l’amore per la sua protezione

Riflessioni e pubblicazioni /

Come ben racconta Sandra Hochscheid nella sua intervista che potete leggere di seguito, è abbastanza struggente dover entrare in contatto con una tartaruga marina e constatare che la sua sopravvivenza è messa in pericolo da una bottiglia di plastica che si trova nel suo stomaco.

Il discorso vale anche per i pesci e per tutti gli abitanti del mare. Se “il mare è vita”, allora la vita di tutti noi è in pericolo, dato che nel XXI secolo non abbiamo ancora imparato a smaltire e riciclare correttamente la plastica e consideriamo ogni distesa di acqua come una discarica a cielo aperto nella quale gettare ogni genere di rifiuto.

“riciclo

Il dito è puntato sulla plastica per due motivi. Il primo: è un materiale che impiega tantissimo tempo a degradarsi (dai 10 ai 30 anni un semplice sacchetto). Il secondo: oggi abbiamo la possibilità sia di sostituire la plastica con materiali biodegradabili, sia di riciclare correttamente le confezioni in plastica e immetterle nuovamente nel mercato per un nuovo utilizzo. La domanda è: perché non lo facciamo abbastanza?

La protezione del pianeta parte dal riciclo della plastica

Nel nostro Paese il tasso di riciclo degli imballaggi in plastica è pari al 40%. A livello europeo, il tasso aggregato di riciclo, riferito al complesso della plastica post-consumo, è pari al 31,1%, e pari al 40,9% per la plastica da imballaggio. A livello mondo siamo attorno al 15% (tasso globale di riciclo).

Per lo smaltimento della plastica si può fare molto di più!
Una spinta verso percentuali più alte, per quanto ci riguarda, proviene dall’Unione Europea e dai suoi obiettivi (come “La previsione, a lungo termine, di immissione al consumo del 100% di imballaggi plastici riusabili o riciclabili”, solo per le plastiche da imballaggio).

È necessario, dunque, perché l’impegno sia ancor più fattivo e allargato a tutte le popolazioni, che si agisca sul fronte della sensibilizzazione e delle azioni concrete per salvare il pianeta. Da più parti, anche nel nostro Paese, stanno nascendo iniziative che puntano a coinvolgere le persone in campagne di pulizia per esempio delle spiagge, o dei parchi pubblici. La sensibilizzazione va sicuramente portata anche nelle scuole, in quanto l’educazione al corretto uso e smaltimento dei vari materiali è essenziale perché il riciclo sia sempre più importante.

Le donne? Nel settore della sostenibilità ambientale possono fare la differenza. Con forza e determinazione.

Il motivo? Per inventare un mondo migliore, per costruirlo nel quotidiano ideando soluzioni accessibili, occorrono, insieme, capacità di visione e concretezza. Ma non solo: è necessaria una buona dose di lateral thinking, quella dote – che le donne possiedono in gran quantità – che permette di abbandonare lo stato dell’arte per avviarsi, quasi al buio, a reinventare un prodotto, un servizio, un’azienda, un processo industriale. Ottenendo risultati eccellenti.

Dalla montagna di plastica mal conferita non ci salveranno solo l’ingegneria e la chimica, ma anche il marketing, l’istruzione, il design: tutte le skill, anche le meno strong, sono necessarie per imprimere un cambio culturale, aumentare l’attenzione nei confronti di un problema, trasformare la creatività in progettualità.

Le donne sono istrioniche professioniste, attente creatrici di fantastici mondi… e dato che si tratta, in questo momento storico, di salvare il pianeta, attualmente l’unico mondo che conosciamo e sul quale possiamo vivere, direi che siamo in ottime mani.

Gianna Martinengo

“DONNE SCIENZA INVENZIONE CARRIERA – Progetto di Gianna Martinengo”
Dalle esperienze alle skill al role model, viaggio tra le professioniste e scienziate che stanno facendo progredire il mondo della scienza italiano e internazionale. Interviste a “mente aperta” anticipate da un viaggio nei diversi mercati dell’innovazione.

Pubblicato su https://it.iqos.com/it/news/donne-scienza-invenzione-carriera/protezione-ambiente-marino-riciclo-plastica

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