La mia riflessione sulla trasformazione digitale e sull'informatica, di cui l'intelligenza artificiale è una componente essenziale, parte dal concetto di spazio. Innanzitutto, c'è lo spazio geografico: grazie al digitale, siamo connessi a livello globale, superando le barriere fisiche. Poi, lo spazio fisico: i computer e le tecnologie digitali stanno trasformando il modo in cui viviamo e lavoriamo, introducendo il coworking e rivoluzionando la nostra quotidianità domestica. Lo spazio sociale è altrettanto importante, poiché dobbiamo affrontare le relazioni tra persone, generazioni e generi, e da qui emerge con forza il tema dell'inclusione, del coinvolgimento delle persone più fragili e vulnerabili. Infine, c'è lo spazio cognitivo: il digitale ci permette di spiegare, scrivere, compilare, inferire, sviluppare e persino creare in senso artistico. Tuttavia, queste opportunità portano con sé anche rischi e minacce che non possiamo ignorare.

È importante non confondere la componente tecnologica con la sua funzione: il digitale non è solo una questione di codice. Le tecnologie che utilizziamo vanno oltre il semplice codice digitale e potrebbero anche basarsi su altre forme di elaborazione, come sembra promettere il quantum computing.

Rivolgendo lo sguardo verso i giovani, ciò che ci interessa maggiormente è comprendere come apprendono in un mondo profondamente influenzato dall'informatica e dall'intelligenza artificiale, poiché questa è la sfida del futuro, in particolare per la Generazione Z.

Quando parliamo di Generazione Z, ci riferiamo a coloro che sono nati approssimativamente tra la metà degli anni '90 e i primi anni 2010. L'influenza pervasiva della tecnologia ha modellato profondamente il loro modo di apprendere. Questa generazione preferisce contenuti rapidi e concisi, piuttosto che i formati educativi tradizionali e prolungati. Sebbene siano esperti nel multitasking, spesso incontrano difficoltà nel mantenere la concentrazione, richiedendo quindi materiali didattici interattivi e coinvolgenti, come video, infografiche e contenuti gamificati.

In base alla mia lunga esperienza nel campo dell'Edutech, ho osservato alcune abitudini specifiche di questa generazione che vorrei condividere, senza la pretesa di essere esaustiva.

Connettività Costante: La Generazione Z è cresciuta in un mondo dove internet è onnipresente. Le loro vite sono strettamente legate a smartphone, social media e accesso istantaneo alle informazioni. Questa connettività perpetua li porta a preferire contenuti rapidi e sintetici. I metodi di apprendimento tradizionali, come lezioni lunghe e letture estese, possono risultare pesanti per loro. Al contrario, prosperano con il microlearning, che consiste in brevi segmenti di informazioni mirate, facilmente assimilabili e applicabili.

Maestri del Multitasking: I nativi digitali, sebbene io abbia qualche riserva su questa definizione, dato che diventano digitali in età molto precoce e non nascono tali, sono abili nel gestire più dispositivi e flussi di informazioni contemporaneamente. Questa capacità può aumentare la produttività, ma comporta anche una difficoltà nel mantenere una concentrazione profonda e prolungata. Per questo, i docenti dovrebbero bilanciare le lezioni, integrando elementi interattivi e coinvolgenti per mantenere alta l'attenzione degli studenti senza sovraccaricarli.

Apprendimento Visivo e Interattivo: La Generazione Z ha una forte affinità per i contenuti visivi. Piattaforme come YouTube, Instagram e TikTok dominano il loro consumo mediatico, evidenziando una preferenza per video e immagini rispetto al testo scritto. Incorporare contenuti multimediali nei materiali didattici, come video, infografiche e simulazioni interattive, può migliorare significativamente l'esperienza di apprendimento. La gamification, che presenta i contenuti educativi in un formato ispirato ai giochi, è particolarmente apprezzata, rendendo l'apprendimento più coinvolgente e piacevole.

Un'altra caratteristica distintiva della Generazione Z è la loro inclinazione verso l'apprendimento autodidatta, spesso tramite tutorial gratuiti su piattaforme come YouTube. Questo significa che vendere lezioni o corsi statici e basici non è più sufficiente, poiché i giovani di oggi sono in grado di reperire autonomamente queste risorse.

Indipendenza e Autosufficienza: Cresciuti con l'accesso immediato alle informazioni, gli studenti della Generazione Z sono spesso autosufficienti. Questo tratto, pur promuovendo il pensiero critico e le capacità di problem-solving, può diventare un'arma a doppio taglio quando è necessaria una guida che non è immediatamente disponibile. I docenti possono supportare questa indipendenza incoraggiando progetti autodiretti e rimanendo prontamente disponibili per fornire supporto e mentoring. Oggi, l'Intelligenza Artificiale Generativa facilita questo processo, permettendo ai docenti di offrire approfondimenti, chiarimenti e risolvere dubbi e imprecisioni degli studenti.

La Rilevanza nel Mondo Reale: La praticità e la rilevanza sono essenziali per la Generazione Z. Vogliono capire come ciò che apprendono si applica al mondo reale. Per loro, è fondamentale un'educazione che li prepari alle carriere future e alle sfide della vita. L'integrazione di scenari reali, studi di casi ed esperienze pratiche nel curriculum può rendere l'apprendimento più significativo e motivante.

Consapevolezza della Salute Mentale: La Generazione Z è più aperta riguardo ai problemi di salute mentale rispetto alle generazioni precedenti. Valorizzano ambienti che supportano il benessere mentale e sono consapevoli dell'impatto che stress e ansia possono avere sulle loro prestazioni. Docenti e istituzioni devono dare priorità alla salute mentale, fornendo risorse e favorendo un'atmosfera di supporto per aiutare gli studenti a gestire lo stress e mantenere un equilibrio sano.

A differenza delle generazioni precedenti, la GenZ tende ad avere un approccio diverso verso la carriera: molti non cercano solo stabilità economica, ma sono alla ricerca di mestieri che rispecchino i loro valori.

Per educare efficacemente la Generazione Z, è cruciale adottare approcci di apprendimento personalizzati, incorporare esperienze collaborative e offrire opportunità per l'apprendimento continuo. Strategie come il learning by doing, by experience, by project, insieme ad attività di shadowing e mentoring, sembrano essere particolarmente efficaci. Allineando le strategie educative con le loro preferenze e necessità, i docenti possono meglio coinvolgere e supportare questa generazione, aiutandola a migliorare sia sul piano accademico che personale.

Gianna Martinengo

Gianna Martinengo
CEO DKTS
Membro del Board Innovazione Tecnologica – Trasformazione Digitale, Comune di Milano
Coordinatrice del Comitato Scientifico, MUSA Scarl
Membro del Comitato Scientifico, UNISALUTE
Fondatrice e Presidente di Women&Tech® ETS

(per maggiori dettagli sul CV, vedi: https://www.didaelkts.it/gianna-martinengo)